Blera (già Bieda)

 

Dati del Comune

Abitanti: 3.084 (1936) – 3.464 (1951). Superficie 92,92 kmq. Altitudine 270 m. slm. Comuni confinanti: Barbarano Romano, Canale Monterano (Rm), Monte Romano, Tolfa (Rm), Vejano, Vetralla, Villa San Giovanni in Tuscia.

 

La motivazione della decorazione

Blera è stata insignita dal 2003 della Medaglia di bronzo al merito civile:

Piccolo centro di appena tremila abitanti, durante i due conflitti mondiali, contò tra le sue vittime trentasei militari e quarantaquattro civili, questi ultimi deceduti a seguito di una spietata rappresaglia e di violenti bombardamenti. Nobile esempio di elevato spirito di sacrificio ed amor patrio. Blera (Vt), Guerre 1915-1918 e 1940-1945

 

Le vicende belliche e resistenziali

Dopo il primo tremendo bombardamento alleato del 14 maggio 1943 abbattutosi su Civitavecchia, Bieda, che aveva una popolazione di poco più di 3.000 abitanti, accolse 850 sfollati, ospitandoli in case private con un canone di affitto abbastanza mite e in edifici pubblici, e in magazzini adattati ad abitazioni.

La cittadinanza di Blera ricorda due tragici eventi che colpirono direttamente il paese.

Il primo avvenne nell’ottobre 1943. I tedeschi, venuti a conoscenza della formazione di un gruppo partigiano, costituita da Ferdinando Barbaranelli e alle dipendenze del Comando di zona del Pci, compirono un rastrellamento sul Monte S.Martino: ne nacque uno scontro armato con la morte di 46 partigiani e di un numero imprecisato di tedeschi. Dopo la confessione dell’incaricato al rifornimento di armi a Bieda, che portava con sé due fucili, si concretizzò la decisione tedesca di punire il paese.

Il 29 ottobre 1943, dopo che l’uomo fermato riuscì a fuggire,  i paracadutisti tedeschi, circondarono il paese e pretesero dal Commissario prefettizio l’arresto dell’uomo. Malgrado la sua consegna ai tedeschi, questi rastrellarono 12 uomini, tra i quali il padre del fuggitivo e vennero uccisi. Nella stessa mattina, nel corso del rastrellamento, rimase vittima in località Pian Gagliardo il carabiniere ausiliario Pietro Della Malva e un giovane aviere sbandato di Orgosolo, Andrea Sale. Alla fine dell’operazione vennero uccise 14 persone e feriti tre uomini tra coloro che riuscirono ad allontanarsi. Furono inoltre rastrellati circa 100 uomini, dei quali 25 civili e 10 soldati sardi vennero deportati in Germania.

Il rapporto redatto dal segretario comunale al capo della provincia concludeva: “Nessun morto o ferito tra le truppe tedesche, non essendovi stata reazione di sorta né da parte dei fuggiaschi, né da parte della popolazione”.

In dicembre la banda di Barbaranelli venne ricostituita e divisa in piccoli gruppi operativi che effettuarono molte azioni di sabotaggio, di distribuzione de l’Unità e di assistenza agli ex prigionieri alleati.

Il secondo evento, commemorato ogni anno, è il bombardamento alleato del 6 giugno 1944, durante il quale rimasero uccise 47 persone, mentre 30 furono i feriti.

Due giorni prima i partigiani, anticipando l’arrivo delle truppe della spedizione francese, occuparono  Bieda con i tedeschi attestati nella parte alta del paese e alla stazione ferroviaria, conquistata il 7 giugno. Il 9 venne respinto un attacco delle retroguardie tedesche, forse intenzionate a rifornirsi di viveri.

A margine va ricordato che sa tuppa de Bieda, la macchia di Bieda, fu nei giorni e mesi successivi all’8 settembre, cioè il periodo dello sbandamento dei soldati italiani, rifugio dei pitzinnos pastores, le decine di giovani pastori sardi sbandati che si rintanarono nel bosco ai margini del paese con il problema di “inventarsi la sopravvivenza”, dopo aver lasciato la caserma di Perugia, per poi subìre le vicende della guerra: l’arruolamento tra i repubblichini per essere destinati al Nord est, i tentativi di diserzione, i tradimenti e le uccisioni. L’aviere Sale ucciso dai nazisti, era uno di loro; altri 17 avieri sardi furono uccisi dai tedeschi il 17 novembre tra Barbarano e Sutri.

 

La memoria

  • Lapide caduti civili – via Giorgina
  • Lapide strage del 29.10.1943 – via Roma

 

Bibliografia

La grande enciclopedia della tua regione. Lazio (7 ), p.139-141

Il nuovo ontuscia online – 6. 6.2013

B.Di Porto, “La Resistenza nel Viterbese”, in Quaderni della resistenza laziale (3), Regione Lazio Roma 1975, pp. 38-39, 45-46, 162-165

V.Tedesco, Il contributo di Roma e della provincia nella lotta di Liberazione,(cit.), pp.340-341

Aa.Vv., Pitzinnos, pastores, partigianos: eravamo insieme sbandati, ANPI Nuoro, Nuoro 2012, pp. 176-177, 418

Comuni –  Italiani.it

Wikipedia, ad nomen

Dizionario storico biografico del Lazio (cit.), ad nomen.

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