Canepina

 

Dati del Comune

Abitanti: 3.050 (1936) – 3.088 (19519. Superficie 20,85 kmq. Altitudine 501 m. slm. sul versante meridionale del monte Cimino. Comuni confinanti: Caprarola, Soriano nel Cimino, Vallerano, Viterbo.

 

La motivazione della decorazione

Canepina è stata insignita della Medaglia di bronzo al merito civile:

Piccolo centro superiore a tremila abitanti, nel corso dell’ultimo conflitto mondiale, subiva un violento bombardamento che causava la morte di centoquindici concittadini, in maggioranza donne e bambini, numerosi feriti e la distruzione di gran parte del patrimonio abitativo. Ammirevole esempio di sacrificio ed amor patrio. Canepina (Vt), 5 giugno 1944

 

Le vicende belliche e resistenziali

L’evento più drammatico che colpì questo minuscolo paese della Tuscia fu il bombardamento alleato del 5 giugno 1944.

L’obiettivo degli aerei era quello di bloccare la ritirata dell’esercito tedesco verso nord, ma invece  di colpire il ponte che sarebbe servito come via di fuga, centrarono numerose abitazioni, causando 115 vittime. Altre bombe caddero in collina, tra i castagni.

Dopo l’incursione aerea, due soldati tedeschi di vedetta provvidero ad ostruire con due alberi la strada, per rallentare l’imminente arrivo degli americani.

Il bombardamento ha segnato la storia di Canepina, modificandone anche la struttura urbanistica e lasciando un ricordo indelebile nella memoria di chi c’era ed è sopravvissuto a quel dannato giorno.

secondo alcuni testimoni, gli aerei statunitensi avrebbero avuto il semplice scopo di scaricare il carico di bombe per ragioni tecniche, così come fanno attualmente gli aerei di linea quando scaricano il cherosene prima dell’atterraggio.

A Canepina, dopo un’esperienza di attività antifascista a Roma dove conobbe il carcere di Regina Coeli, ritornò a Canepina,verso la fine dell’occupazione nazista, Marino Benedetti “un contadino autodidatta dall’ardente personalità, passato dall’esperienza socialista alla Federazione giovanile comunista” (Di Porto); da una sua memoria si apprendono i dettagli delle sue azioni partigiane nel 1943-1944.

Esse consistevano nelle operazioni di sabotaggio, di supporto alle operazioni degli Alleati, la posa dei chiodi a quattro punte, assalto ai camion tedeschi in varie zone del Viterbese. All’arrivo degli americani, il suo gruppo, composto da nove patrioti, presidiò il paese.

Il 10 giugno, in un clima di eccitazione e di risentimento post-liberazione, se non di vendetta contro le passate angherie, Marino Benedetti uccise durante una colluttazione il fratello del commissario prefettizio della RSI; egli venne arrestato dai Carabinieri il 15 febbraio 1945 su mandato di cattura emesso dall’autorità giudiziaria; dopo il processo, scontò alcuni mei di detenzione.

Controversa fu l’opera di due ex ufficiali, Oreste Fiorentini, antifascista e organizzatore dei giovani militari sbandati e Elio Gentili, con esperienza di lotta clandestina in altre zone del Viterbese e riparato a Canepina dove rimase alcuni mesi dopo la liberazione. Il loro gruppo avrebbe effettuato numerosi atti di sabotaggio in tutta la zona, ma nel 1946 un gruppo di cittadini fece un esposto “contro gli abusi nelle qualifiche di partigiano e smentita dell’esistenza di un nucleo esistenziale sul luogo”.

Una vera e propria banda partigiana, la “Strale”, apparve a Canepina solo dopo l’arrivo degli Alleati, agli ordini di Elio Gentili.

Il numero delle memorie epigrafiche e dei monumenti apposti in paese e nella Casa comunale, dimostrano come quegli eventi e soprattutto i bombardamenti, abbiano inciso sulla popolazione e come ne sia tuttora vivo il ricordo.

 

Bibliografia

La grande enciclopedia della tua regione. Il Lazio (9), pp. 176-77

B.Di Porto, “La Resistenza nel Viterbese”, in Quaderni della resistenza laziale (3), (cit.), pp. 15, 46, 54, 184-186

Wikipedia, ad nomen

Dizionario storico biografico del Lazio (cit.), ad nomen

Sito istituzione del Comune di Canepina.

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