Civitavecchia

 

Dati del Comune

Abitanti: 27.477 (1936) – 32.870 (1951). Superficie 73,74 kmq. Città con porto sul Tirreno. Comuni confinanti: Allumiere, Santa Marinella, Tarquinia.

La motivazione della decorazione

Civitavecchia è Medaglia d’oro al merito civile (DPR 8.3.1999):

Città strategicamente fondamentale per il suo porto sul Mediterraneo, durante l’ultimo conflitto mondiale fu sottoposta a continui bombardamenti che causavano la morte di numerosissimi concittadini e la quasi totalità distruzione dell’abitato e delle strutture portuali. La popolazione, costretta a rifugiarsi nei paesi vicini, con eroica determinazione costituiva un nucleo partigiano, contribuendo generosamente alla causa della Resistenza e, col ritorno della pace, affrontava con fierezza la difficile opera di ricostruzione. Civitavecchia 1943-1945.

 

Le vicende belliche e resistenziali

I documenti della polizia fascista conservati in archivio, testimoniano, per gli anni 1922-1925, il meticoloso ed opprimente regime di sorveglianza al quale erano sottoposti centinaia di antifascisti e diffidati politici: su una popolazione residente di 22.500 persone, i sorvegliati dalla polizia erano 221.

La città era luogo di un forte movimento antifascista intorno alle attività portuali, risalente alla forte compagine degli “Arditi del Popolo”, formati nel 1921 da Argo Secondari, pluridecorato della Grande Guerra. Tale formazione, composta di circa 800 aderenti, univa principalmente anarchici, comunisti, socialisti e dissidenti di sinistra: essa  organizzò nel 1922 la difesa dall’assedio squadrista. Forte fu in città il sostegno popolare agli Arditi.

L’antifascismo a Civitavecchia era soprattutto rappresentato dal carcere di Porta Tarquinia dove centinaia di prigionieri politici vennero rinchiusi nel vecchio carcere pontificio; vi transitarono o scontavano la condanna, tra il 1932 al 1943, i nomi più rappresentativi della resistenza al regime.

Si calcola che l’80% dei condannati dal “Tribunale speciale per la difesa dello stato” vi abbia soggiornato.

All’interno del carcere i detenuti politici organizzarono una “università”, in cui si studiava, si discuteva, si organizzava il futuro.

La Casa di pena fu ripetutamente colpita dagli aerei alleati e i detenuti trasferiti in altre carceri.

A Civitavecchia, appena dopo l’8 settembre si costituì la banda autonoma “Ezio Maroncelli” che al 24 settembre era composta di 80 elementi attivi. Il rastrellamento di armi, la requisizione di viveri, il sabotaggio delle linee telefoniche erano i principali obiettivi della banda, che operò in tutti i paesi del Viterbese fino a Civitavecchia. Venti partigiani della banda, durante l’incursione aerea alleata del 20 ottobre, attaccarono una batteria antiaerea costiera tedesca.

Tra gli eventi avvenuti durante l’occupazione nazista, da ricordare l’uccisione, avvenuta nella frazione Aurelia, di due uomini che avevano tentato il 13 ottobre 1943 di scappare dal lavoro forzato.

Civitavecchia venne rasa al suolo dai 76 bombardamenti alleati, iniziati sin dal 14 maggio 1943, il più devastante: 48 fortezze volanti seminarono morte (ufficialmente 400 vittime civili, portuali e marinai) e distruzioni irreparabili degli impianti portuali e del patrimonio artistico, senza che la popolazione fosse stata preavvisata dalle sirene d’allarme.

Ma già dal 28 aprile, dopo le notizie dei bombardamenti in tutta l’Italia centrale ed in particolare il terrificante bombardamento di Grosseto (145 vittime), molti avevano lasciato la città.

Nelle successive 31 incursioni, iniziate nella prima metà di gennaio 1944, perirono sotto i bombardamenti altre 55 persone. Il solo bombardamento del 14 maggio causò, tra l’altro, la fuga di 7.000 cittadini nei paesi della Tolfa.

Civitavecchia venne liberata il 9 giugno.

I civitavecchiesi Aldo Francesco Chiricozzi e Antonio Margioni morirono alle Fosse Ardeatine, mentre Renato Posata è una delle vittime dell’eccidio avvenuto a Borgo di Palidoro.

Venti furono i cittadini caduti per la Resistenza italiana, mentre ventidue furono quelli morti per la RSI.

 

La memoria

  • Lapide a Renato Posata – Liceo classico
  • Lapide del carcere
  • Lapide bombardamento 14.5.1943 – Luogo della Memoria (C.so Trieste)

 

Bibliografia

La grande enciclopedia della tua regione. Il Lazio (16), pp.12-18

A.Scussel, Obiettivo Civitavecchia 1943-1993. Edizioni c.d.u., Comune di Civitavecchia 1993

C.De Paolis, “La via crucis di Civitavecchia”, in (a cura) A.Ravaglioli, Il Lazio in guerra 1943-1944, (cit.), pp.311-316.

F.Guglielmi, “Sfuggendo alla guerra nelle campagne di Civitavecchia”, in (a cura) A.Ravaglioli, Il Lazio in guerra 1943-1944, (cit.) p.304

AA.vv., Enciclopedia dell’antifascismo e della resistenza (cit.), vol. I, p. 569

AA.vv., Il Registro. Carcere politico di Civitavecchia 1941-1943, Editori Riuniti, Roma 1994, pp.13-22

Quaderni della Resistenza laziale, Regione Lazio 1975, vol.7, pp.56, 57-64

Cronologia dei bombardamenti alleati 1943-1944. Sito web

Dizionario storico biografico del Lazio (cit.), ad nomen

Wikipedia, ad nomen.

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