Ferentino

 

Dati del Comune

Abitanti: 15.516 (1936) – 16.328 (1951). Superficie 81,00 kmq. Città arroccata  sulla vallata del fiume Sacco. Altitudine 345 m. slm. Comuni confinanti: Acuto, Alatri, Anagni, Fiuggi, Frosinone, Fumone, Morolo, Sgurgola, Supino, Trivignano.

La motivazione della decorazione

Ferentino è stata insignita il 20.2.2002 della Medaglia d’oro al merito  civile:

Centro strategicamennte importante per il collegamento tra la S.S. Casilina con Cassino durante l’ultimo conflitto mondiale, fu obiettivo di ripetuti e violentissimi bombardamenti che procuravano quattrocento vittime civili e la quasi totale distruzione dell’abitato. Le comunità religiose locali offrivano poi un’ammirevole prova di generoso spirito di solidarietà, prodigandosi in aiuto di numerosi fuggiaschi e di quanti volevano intraprendere, con grande coraggio e spirito di sacrificio, la difficile opera di ricostruzione. Ferentino (Fr) 1943-1944.

 

Le vicende belliche e resistenziali

Il 25 luglio 1943 venne accolto dalla popolazione con gioia ma anche con qualche perplessità, anche perché s’insediò subito una piccola guarnigione tedesca occupando alcuni edifici e sostituendosi ad un reparto della divisione italiana Piave.

Crebbero le difficoltà per il reperimento dei generi alimentari, e quindi si alimentò il fenomeno del mercato nero.

L’8 settembre vi fu una gioia incontenibile, ma proprio quella notte i tedeschi disarmarono l’intero XVII Corpo d’armata italiano e a Ferentino in particolare si procedette alle requisizioni di edifici. Il 3 novembre il Comando generale tedesco s’insediò in una villa requisita in località Castelmassimo e riempirono di armi e munizioni i magazzini e gli scantinati dell’ex Collegio”Martino Filetico”, dopo essersi insediati in edifici pubblici e in abitazioni private, collegarono i vari comandi con linee telefoniche pensili: vari bandivennero emessi contro i sabotatori.

A Ferentino fallì il tentativo di ricostituire il fascio, perché la città dimostrò di essere antifascista e soprattutto antitedesca e nel contempo si allargò il fenomeno dell’accoglienza  offerta dagli istituti religiosi, dove si erano diversi ecclesiastici che appoggiavano il nascente movimento resistenziale; numerosi furono i seminaristi e i giovani cattolici che si distinsero in attività di propaganda e di sabotaggio. Da segnalare l’iniziativa del vescovo di apporre sul portone del seminario il cartello con scritto ”Proprietà dello Stato Vaticano”.

Il gruppo cattolico di Ferentino, raccolto intorno al seminario vescovile entrò in collegamento, già nel settembre, con la DC romana attraverso Paolo Bonomi, direttore della BPD di Colleferro.

Vano fu, nell’ottobre, l’appello del capo della provincia ai giovani per la ricostruzione della locale sezione del PNF. Il 27 dello stesso mese i tedeschi effettuarono una retata di uomini validi per lavorare sul fronte di Cassino.

Tedeschi e fascisti decisero di scegliere Ferentino come prima tappa degli sfollati, assistiti sotto la cura di mons. Giuseppe Casali presso il Collegio Martino Filetico. Soppresso il centro di accoglienza di Ceprano, quello di Ferentino fece fronte ad un numero sempre maggiore di sfollati. Poi, a causa dei bombardamenti, il collegio venne evacuato e gli sfollati, avviati dapprima in case private, furono portati al “Campo Breda” di via Casilina in Roma.

Il 16 novembre, per il ferimento di un soldato tedesco, vennero arrestate 12 persone, rilasciate poi il giorno 22 perché risultò che il ferimento era derivato da una lite tra soldati.

Alla fine di novembre si assistette ad un aumento del traffico militare tedesco, mentre la cittadina venne continuamente vessata da requisizioni di case e da furti da parte tedesca.

La posizione di Ferentino, posizionata sulla Casilina, impedì qualsiasi azione di sabotaggio e di guerriglia, ritenute inutili a causa delle inevitabili rappresaglie e quasi impossibili per assenza di armi.

Il 30 dicembre avvenne la prima incursione aerea alleata con cinque vittime tra i civili, ma il più pesante bombardamento avvenne il 22 gennaio, proprio nel vivo dell’attacco britannico sul Garigliano e nella stessa mattinata dello sbarco, con oltre 50 morti di civili.

Il 23 gennaio a Ferentino rimasero le sole truppe della XIV Armata tedesca, mentre le altre vennero spostate dopo lo sbarco alleato di Nettunia

Il 17 febbraio un altro bombardamento causò 8 vittime: il paese venne completamente evacuato e gli sfollati si rifugiarono in seminario.

Dopo il bombardamento alleato del 17 marzo, effettuata da 12 bombardieri che sganciarono circa 100 ordigni, la popolazione abbandonò la città.

Ad aprile tutta una serie di indizi fece capire che era in corso una tremenda offensiva alleata sul fronte di Cassino: il 20 maggio i tedeschi iniziarono la ritirata verso nord, ma gli attacchi aerei alleati si susseguirono. Tra i paesi più colpiti vi fu Ferentino, che diventò un cumulo di macerie dopo il disastroso bombardamento nella notte del 24 maggio, oltre a causare la morte di decine di civili. La città venne ridotta ad un cumulo di macerie

Ripetuti bombardamenti alleati si susseguirono il 25 e il 25 maggio, colpendo anche le frazioni e le campagne. Dal 29 al 31 maggio i bombardieri tornarono di nuovo: sotto le macerie finirono quasi tutti i soccorritori che cercavano di tirar fuori i corpi di parenti e amici.

Nel contempo i tedeschi in ritirata mitragliarono diverse volte la popolazione.

All’alba del 2 giugno 1944 le avanguardie canadesi giunsero a Ferentino, accolte con calore dalla popolazione.

Si contarono le vittime: quasi 400, tra le quali molti profughi sfollati.

Il Genio Civile di Frosinone stimò nel 75% il grado di distruzione per le sole abitazioni private di Ferentino.

 

Bibliografia

La grande enciclopedia della tua regione. Il Lazio (19), pp.68-71.

(a cura) G.Giammaria, L.Gulia, C.Iadecola, Guerra Liberazione Dopoguerra in Ciociaria 1943-45, (cit.), pp. 13, 99-105.

(a cura) G.Giammaria, Dati sulla Resistenza in Ciociaria. Estratto dal n.8 dei Quaderni della resistenza laziale, pp.13, 19, 37-29.

Cronologia dei bombardamenti alleati 1943-1944. Sito web

Dizionario storico biografico del Lazio (cit.), ad nomen

Periodico Frintinu me…– Pro Loco Ferentino

Wikipedia, ad nomen.

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