Ripi

Due militari tedeschi, in contrada Vallicella di Ripi, entrano nell’abitazione di Antonio Cevenini, invitando Angelo Recine a seguirli con una pecora sequestrata dall’abitazione della famiglia italiana. Recine rifiutava di seguire i soldati, i quali tentavano di colpirlo con una baionetta. Ne nasceva una colluttazione, durante la quale Recine veniva aiutato dal suocero che con un martello colpiva i due soldati tedeschi, ferendone uno. L’altro fuggiva e tornava con una ventina di soldati che in assetto da guerra, fermarono Recine e Cevenini ma anche contadini che abitavano lì vicino ma che nulla avevano a che fare con l’episodio precedente. Condotti a tre km di distanza, dei 9 contadini fermati, 7 venivano uccisi ed infossati, mentre due riuscivano a fuggire. L’uccisione dei 7 veniva tenuta nascosta e i cadaveri vennero ritrovati soltanto il 23 aprile da alcuni contadini che dissodavano il terreno. Ai familiari era stato detto dal locale comando tedesco che i fucilati erano stati portati via al nord a lavorare per l’esercito. Le autorità della Rsi non vengono neppure informate della rappresaglia. (Atlante)

l file riporta il nome Cervini, l’Atlante Cevenini.

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