Giuliano di Roma

Dati del Comune

Abitanti: 3.021 (1936) – 2.843 (1951). Superficie 33,54 kmq. Altitudine 365 m. slm. Alle falde del monte Siserno. Comuni confinanti: Ceccano, Maenza (Lt), Patrica, Prossedi (Lt), Supino, Villa Santo Stefano.

La motivazione della decorazione

A Giuliano di Roma è stata conferita la Medaglia di bronzo al merito civile:

Piccolo centro abitato occupato dai tedeschi, partecipò con generoso slancio alla lotta di liberazione e diede accoglienza a numerosi sfollati. Il paese subì furti, saccheggi e bombardamenti che procurarono alcune vittime e danni al patrimonio abitativo. Nobile esempio di sacrificio ed amor patrio. Giuliano di Roma (Fr), 1943-1944.

 

Le vicende belliche e resistenziali

Dopo l’8 settembre si formarono nella zona del monte Siserno tre bande partigiane, composte per lo più da ceccanesi. Si ha quindi la costituzione di un comitato di salute pubblica, molto attivo nella guerriglia partigiana. Il 18 ottobre una delle bande devastò la casa del fascio e saccheggiò un laboratorio militare di vestiario, poi distribuito alla popolazione. Tre giorni dopo la  formazione attaccò due motociclisti tedeschi, uccidendone uno e ferendo gravemente un altro.

A partire dal 6 novembre s’insediò la Divisione Goering, che iniziò ad effettuare rastrellamenti per inviare gli uomini validi al lavoro coatto. La convivenza risultò amichevole anche perché molti tedeschi frequentavano le funzioni religiose. Altri soldati occuparono il 9 novembre il locale santuario e il 17 effettuarono un pesante rastrellamento sul Siserno: dopo l’incendio di alcune capanne, razziarono capi di bestiame, poi restituiti dopo l’intervento del podestà.

Il 2 gennaio caddero le prime bombe alleate, mentre la presenza tedesca si fece più pesante con l’istituzione del coprifuoco, con l’obbligo della consegna delle armi e con l’arresto di cittadini.

Il 4 febbraio alcuni soldati tedeschi ubriachi uccisero una donna, mentre il giorno 29 venne effettuata una razzia di bestiame alla quale parteciparono anche fascisti locali.

Il 23 maggio 13 aerei alleati bombardarono tutta la zona circostante, nell’erronea convinzione della presenza di soldati tedeschi. Il bilancio fu di 16 vittime tra cui alcuni bambini.

Gli Alleati effettuarono fitti cannoneggiamenti, con la morte di alcuni civili: solamente un sergente maggiore americano, originario di Giuliano, non ebbe il coraggio di sparare con la sua batteria sul paese con il pericolo di essere portato davanti alla Corte marziale, ma non riuscì ad evitare che una cannonata raggiungesse la sua casa, dove rimasero incolumi la madre ed altri congiunti,

Il 28 e 29 maggio si combattè tra le strade del paese tra i tedeschi e le truppe coloniali della Spedizione francese che costrinsero i tedeschi a battere in ritirata. Dopo i primi festeggiamenti la popolazione subì le violenze delle truppe di colore che rubavano, saccheggiavano, stupravano ed uccidevano.

Un ultimo bombardamento alleato, a paese liberato, venne effettuato il giorno seguente.

La ferocia dei “marocchini” era tale che un sottufficiale francese si uccise lasciando un biglietto con il quale rendeva noto che non poteva più assistere a tali scene barbariche.

Fu un flagello, ben superiore ai sette rastrellamenti tedeschi in tutto il periodo dell’occupazione.

La vicenda bellica di Giuliano causò 72 vittime: 14 giulianesi, 2 sfollati, 44 tedeschi e 12 marocchini, senza contare il doloroso bilancio di morti a guerra terminata, a causa dagli ordigni inesplosi.

 

Bibliografia

La grande enciclopedia della tua regione. Il Lazio (24), p.162.

(a cura) G.Giammaria, L.Gulia, C.Iadecola, Guerra Liberazione Dopoguerra in Ciociaria 1943-45, (cit.), pp.117-18.

F.Caporossi, “I giorni della Liberazione sui Monti Lepini”, in (a cura) A.Ravaglioli, Il Lazio in guerra, Newton & Compton, Roma 1997, pp.108-109

Dizionario storico biografico del Lazio (cit.), ad nomen

Wikipedia, ad nomen.

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