Monte San Giovanni in Sabina

Dati del Comune

Abitanti: 1.070 (1936) – 1013 (1951). Superficie 30,76 kmq. Altitudine 728 m. slm. su un costone dei monti Sabini. Comuni confinanti: Mompeo, Montenero Sabino, Rieti, Roccantica, Salisano.

 

La motivazione della decorazione

Monte San Giovanni in Sabina è Medaglia d’argento al merito civile, conferita il 14 maggio 2010. La motivazione recita:

Nel corso del secondo conflitto mondiale il piccolo centro fu oggetto di uno spietato rastrellamento nazifascista, a seguito del quale furono trucidati alcuni concittadini tra cui bambini in tenera età. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio. 7 aprile 1944-Monte San Giovanni in Sabina (Ri)

 

Le vicende belliche e resistenziali

Sin dai primi giorni dopo l’armistizio la Sabina divenne teatro di atti di sabotaggio, attacchi agli automezzi e ai depositi nazifascisti. Numerosi furono i partigiani romani che parteciparono alle operazioni militari a seguito di un accordo tra antifascisti locali e rappresentanti del PCI della capitale.

Particolarmente significativo fu il mese di aprile 1944, quando per la presenza e la pressione partigiana, il comando tedesco decise di effettuare un rastrellamento su larga scala, a ventaglio eseguito dal battaglione Branderburg. Il corpo, nato come formazione operativa di controspionaggio militare, si trasformò in unità utilizzata per azioni antipartigiane, in cooperazione con forze di polizia e camice nere repubblichine, essenzialmente in Italia centrale; il loro comandante era il col. L.Schanze,

Alle 04.00 del 7 aprile le sentinelle partigiane sul Tancia dettero l’allarme e subito venne organizzata la difesa; una parte dei partigiani riuscì a sganciarsi perché pratici della zona impervia, mentre il gruppo dei fratelli romani Bruni sbagliò sentiero e si trovò di fronte un impressionante numero di tedeschi. In località Arciuncola sul Colle S.Erasmo, facente parte di Monte San Giovanni Sabino, sette partigiani furono sopraffatti ed uccisi.

Il massiccio rastrellamento della “Branderburg”, appoggiata dalla GNR fascista proseguì nelle ore successive; in quel pomeriggio venne consumata un’azione “punitiva” contro la popolazione locale. Nella chiesina di San Michele Arcangelo del Tancia, sin dal mattino, erano stati rinchiusi donne e bambini: ne uccisero 18, tra i quali 7 bambini, 7 donne e 4 uomini anziani, rei di aver dato dei viveri ai partigiani del Tancia. Questo fu il più tragico tra gli eccidi nazifascisti consumati il 7 aprile, ma al termine della giornata avvennero in zona altre 22 uccisioni di innocenti.

In serata il col. Schanze consegnò ad un tenente repubblichino una lettera d’encomio per la Compagnia della GNR di Rieti e decorò con Croce di guerra i capi dei reparti della “Branderburg”.

 

Bibliografia

La grande enciclopedia della tua regione. Lazio (38), p.151

G.Mogavero, I muri ricordano. La Resistenza a Roma attraverso le epigrafi (1943-1945), Editore Massari, Bolsena (Vt) 2002, pp.170-171

Wikipedia, ad nomen

Dizionario storico biografico del Lazio (cit.), ad nomen

A.Cipolloni, La guerra in Sabina dall’8 settembre 1943 al 12 giugno 1944, (cit.), pp.301-329.

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