Monterotondo

 

Dati del Comune

Abitanti: 7.354 (1936) – 10.165 (1951). Superficie 40,94 kmq. Altitudine 165 m. slm. Posta su un colle sulla Valle dell’Aniene. Comuni confinanti: Montelibretti, Riano, Roma, Castelnuovo di Porto, Capena.

 

La motivazione della decorazione

Monterotondo è Medaglia d’argento al valor militare, conferita il 19.6.1978:

Durante nove mesi di dura lotta partigiana, fedele ai suoi ideali di libertà ed indipendenza risalenti alle vicende risorgimentali, sosteneva coraggiosamente le sue forze della resistenza dando alla causa della liberazione notevole contibuto di valorosi combattenti, di sangue generoso, di valore e di sofferenze. Monterotondo (Roma), 9 settembre 1943-6 giugno 1944.

 

Le vicende belliche e resistenziali

Gli abitanti di Monterotondo conobbero la guerra già nella mattina del 9 settembre, poche ore dopo la proclamazione dell’armistizio.

Il secondo battaglione di paracadutisti tedeschi scese al Ponte del Grillo, nei pressi della cittadina, per far prigioniero il generale Roatta che aveva posto lo Stato maggiore a Palazzo Orsini.

Secondo un testimone oculare alle 07.45 “il cielo si è improvvisamente oscurato e a renderlo tale erano stati i paracadutisti [novecento] e gli aerei tedeschi che sparavano in volo o mentre scendevano e che una volta a terra continuavano a massacrare la popolazione di Monterotondo”.

A difesa delle mura c’era anche il carabiniere Giuseppe Cannata che con la sua mitragliatrice provocò ingenti perdite ai tedeschi ma venne ben presto ferito a morte insieme ad altri compagni; all’eroico carabiniere è stata conferita la Medaglia d’argento al valor militare.

Alle 14.30 le truppe tedesche ebbero il sopravvento e costrinsero alla resa gli occupanti di palazzo Orsini, ma non trovarono il generale Roatta. Nel pomeriggio i battaglioni dei reggimenti “Piave” e “Re” tentarono la riconquista della città, ma il combattimento fu vano e numerosi furono i caduti: 48 tra i tedeschi e 125 tra i militari italiani, che ebbero anche 145 feriti.

Anche a Monterotondo iniziò la guerra partigiana, con la costituzione di patrioti guidati dal comunista Francesco Zuccheri; le azioni di questo gruppo erano rivolte essenzialmente al recupero delle armi abbandonate dopo la battaglia del 9 settembre. Lo stesso Zuccheri, con i rappresentanti di altri tre partiti, formò il CLN locale, con funzioni assistenziali e protettive anche verso gli ex prigionieri, come i 30 russi che entrarono a far parte della formazione. Solamente a dicembre la banda si dedicò ad azioni di sabotaggio, di assalto ai convogli tedeschi, con l’uccisione di parecchi nemici, e ad atti di sabotaggio lungo la via  Salaria.

Comunque, il più rappresentativo capo partigiano fu l’operaio Edmondo Riva. Coadiuvato dai suoi compagni, costruì i chiodi quadripunte che i patrioti lanciavano sulla Salaria, Nomentana, Palombarese e Tiberina; ma la banda di Riva – operante dall’ottobre 1943 al 7 giugno 1944 – effettuò anche un attacco ad un convoglio tedesco (19 marzo 1944) sulla Nomentana e si distinse per azioni tramite radio trasmittenti, il che consentì, tra l’altro alla distruzione di una fabbrica per la rigenerazione dei pneumatici sul Monte Gennaro.

Il 2 giugno, di ritorno dal ritiro di materiale bellico lanciato dagli alleati su Monte Gennaro, s’imbattè con altri compagni in una pattuglia tedesca: arrestato con due compagni, che vennero rilasciati perché ritenuti contadini, Riva venne trattenuto dai tedeschi ed interrogato sotto tortura davanti alla consorte. Il 17 giugno, dopo avergli tagliato una mano, lo fucilarono a Canneto Sabino.

Edmondo Riva ha ricevuto la Medaglia d’oro al valor Militare alla memoria.

Nel frattempo, nella notte del 6 giugno 1944, Monterotondo subì un cannoneggiamento punitivo effettuato dai tedeschi in ritirata: numerose furono le vittime.

Ventiquattro anni prima, il 10 dicembre 1920, a Canneto era avvenuto un eccidio: durante una manifestazione dei braccianti nel tentativo di ottenere migliori condizioni di lavoro, un gruppo di 11 venne ucciso dai Carabinieri.

Nel 2006 il Comune ha concesso la cittadinanza onoraria a Paolo Sabetta l’uomo che, come responsabile della Tenuta zootecnica di Tor Mancina, salvò nel 1943-1944 decine di giovani destinati ad essere deportati in Germania. Sabetta è stato definito come il “Perlasca di Monterotondo”.

 

La memoria

Lapide caduti in Libia 1911-1913 – Pincetto

Cippo-ossario caduti battaglia 1867

Monumento ai civili caduti in guerra- Parco dei cigni

Colonna Marmorea per i 150 caduti 8-9 settembre 1943-Giardino della passeggiata

Lapide caduti 5-6 giugno 1944

Pannelli storici per il 70° della Liberazione

 

Bibliografia

La grande enciclopedia della tua regione. Il Lazio (32-33), pp. 37-41

Sito web “Noi Monterotondesi” 2007

AA.vv., Enciclopedia dell’antifascismo e della resistenza (cit.), p.137

V.Tedesco, Il contributo di Roma e della provincia nella lotta di Liberazione, Amministrazione provinciale di Roma. Roma 1965, pp.333-334

Dizionario storico biografico del Lazio (cit.), ad nomen

Wikipedia, ad nomen.

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