Pontecorvo

Dati del Comune

Abitanti: 14.437 (1936) – 13.369 (1951). Superficie 88.80 kmq. Altitudine 97 m. slm. Territorio attraversato dal fiume Liri. Comuni confinanti: Pignataro Interamna, Piedimonte San Germano, Aquino, Castrocielo, Roccasecca, San Giovanni Incarico, Pico, Campodimele (Lt), Esperia.

 

La motivazione della decorazione

Il Comune è decorato della Medaglia d’argento al merito civile, concessa il 31.12.1961:

Gravemente provata dai bombardamenti aerei e terrestri, resistette impavida alle più due sofferenze, subendo la perdita di oltre quattrocento dei suoi figli migliori.

La città è inoltre Medaglia di bronzo al valor militare per la Guerra di Liberazione, conferita il 31.10.1992:

Pontecorvo, al centro di furibonde battaglie tra i due eserciti contrapposti, fu sottoposto per più mesi a duri e distruttivi bombardamenti e combattimenti. Sebbene provata da tanto dolore e miseria, la sua popolazione, combattente tra i combattenti, sopportò con stoica rassegnazione le più atroci rappresaglie nel nome della libertà e della civiltà italica

 

Le vicende belliche e resistenziali

Dopo quello del 19 luglio all’aeroporto di Aquino, il bombardamento del 1° novembre 1943 su Pontecorvo è quello più pesante tra quelli verificatisi quando il fronte non aveva ancora toccato il sud del Frusinate. L’operazione va inquadrata nella strategia alleata di fare terra bruciata del territorio in mano tedesca e di colpire le vie di comunicazione; il paese, infatti era direttamente collegato alla zona tirrenica.

Ma l’incursione, effettuata nel giorno del mercato sul “ponte curvo”, ebbe solo l’effetto di arrecare danni ai fabbricati e circa 400 vittime. Per la Festa di Ognissanti la Cattedrale era piena di fedeli: qui le bombe causarono una decina di vittime.

Gli errori strategici vennero ripetuti, sullo stesso obiettivo, con i pesantissimi bombardamenti del 15 novembre, dell’1° novembre, con 400 vittime sotto le macerie e il 13 dicembre.

Poco dopo Pontecorvo e il circondario iniziarono ad essere fortificati nell’ambito della linea “Hitler”: casamatte, bunker per le postazioni per mezzi controcarri, campi minati e ricoveri in cemento erano ben mimetizzati; la resistenza di questa rete difensiva fu verificata dalla I° Divisione di fanteria canadese quando dovette faticare prima di entrare il 25 maggio in Pontecorvo.

Come in tutta la Ciociaria e la pianura pontina, occupate stabilmente dai tedeschi e bombardate incessantemente dagli aerei americani, la preoccupazione della popolazione era quella di trovare rifugio in accampamenti sui monti. Con loro si aggregarono molti giovani, armati e non, che decisero di non collaborare con gli occupanti, tranne coloro, davvero pochi, che facevano delazione per profitto.

Nel caso di Pontecorvo, parte della popolazione si disperse in più zone montagnose, mentre sulla montagna dei Greci operava un gruppo di partigiani che aveva il compito di procurare asilo sicuro ai militari alleati che operavano oltre le linee Hitler e Gustav.

Pontecorvo, rasa al suolo al 100%, venne liberata il 23 maggio dalla I° Divisione di fanteria canadese.

 

La memoria

Pontecorvo fa parte del “Gran percorso della memoria” del SER.A.F.-Servizi Associati Comuni del Frusinate.

 

Bibliografia

La grande enciclopedia della tua regione. Il Lazio (40), pp.193-96.

(a cura) G.Giammaria, L.Gulia, C.Iadecola, Guerra Liberazione Dopoguerra in Ciociaria 1943-45, (cit.), pp.142-45

Cronologia dei bombardamenti alleati 1943-1944. Sito web

Dizionario storico biografico del Lazio (cot.), ad nomen

Wikipedia, ad nomen.

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