ROMA

 

La motivazione della decorazione

Medaglia d’oro con le 27 città italiane “benemerite del Risorgimento nazionale”:

A ricordare le azioni eroiche compiute dalla cittadinanza romana e dalle truppe romane nella campagna del 1848 e nella difesa di Roma del 1849. Preparata alla vigilia della ripresa della guerra contro l’Austria, la rivolta scoppiò il giorno della battaglia di Novara (23 marzo 1849). Guidati da Tito speri – che sarebbe stato impiccato a Belfiore nel 1853 –gli insorti s’impadronirono della città, ma, al termine di un’accanita resistenza che valse a Brescia l’appellativo di “leonessa d’Italia”, dovettero cedere alle truppe austriache il 2 aprile. Roma, 21 aprile 1898.

Tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione; insignita della medaglia d’oro al valor militare per i sacrifici subìti dalla sua popolazione, tra cui i bombardamenti e l’eccidio delle Fosse Ardeatine e per la sua attività nella Resistenza partigiana durante la seconda guerra mondiale, conferita il 7 febbraio 1948:

Nel glorioso meriggio del Risorgimento nazionale 9 febbraio 1849 la migliore gioventù italiana correva a morire sugli spalti di Roma repubblicana, ispirata dall’infaticabile apostolo dell’Unità Giuseppe Mazzini e guidata dall’eroe nazionale Giuseppe Garibaldi, Roma combattè romanamente contro truppe agguerrite di quattro eserciti, mentre un’Assemblea Costituente legiferava sotto il tiro dei fucili rinnovando in un breve ma fulgido periodo le glorie militari e le virtù civili di cui è costellata la storia millenaria della Città Eterna. Per la meravigliosa epopea del 1849 Roma ridivenne il centro e la fiamma delle italiane speranze indicando la via del nazionale riscatto. Nel centenario degli eroici avvenimenti, sul colle capitolino ora sventola il gonfalone della Repubblica, il popolo di Roma, che nella recente tragedia della Patria, ha vissuto le memorabili ore del martirio e della riscossa, riassume i voti, gli eroismi, i sacrifici di tutte le Città che, provate ma non scosse dalla sventura, cooperarono alla redenzione d’Italia. Roma, 1849-1949.

Nella continuità del concetto di partecipazione popolare romana alle vicende storiche nazionali, che trasuda dai testi delle motivazioni del conferimento della medaglia d’oro, anche il conferimento della medaglia d’oro al valor civile al quartiere Quadraro (17 aprile 2004), mette in risalto la coralità del sacrificio e delle sofferenze di questa comunità – deportati e loro familiari – causati dal rastrellamento e dalla deportazione del 17 aprile 1944, oltre all’esaltazione del ruolo di opposizione ai nazifascisti, caratteristico del “nido di vespe”:

 

Centro dei più attivi e organizzati dell’antifascismo, il quartiere Quadraro fu teatro del più feroce rastrellamento da parte delle truppe naziste. L’operazione, scattata all’alba del 17 aprile 1944 e diretta personalmente dal maggiore Kappler, si concluse con la deportazione in Germania di circa un migliaio di uomini, tra i 18 e i 60 anni, costretti a lavorare nelle fabbriche in condizioni disumane. Molti di essi vennero uccisi nei campi di sterminio, altri, fuggiti per unirsi alle bande partigiane, caddero in combattimento. Fulgida testimonianza di resistenza all’oppressore ed ammirevole esempio di coraggio, di solidarietà e di amor patrio. Quartiere Quadraro / Roma, 17 aprile 1944.

 

Nel contempo, con legge 27 dicembre 2006, n.296 – art.1 commi 1271-1276, ai viventi e agli eredi dei rastrellati del Quadraro, è stata concessa la “Medaglia d’onore per i cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti”, conferita con Decreto del Presidente della Repubblica.

L’iniziativa è stata patrocinata dall’ANRP (Associazione nazionale reduci dalla prigionia) in collaborazione con Roma Capitale.

 

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