Spigno Saturnia

 

Dati del Comune

Abitanti: 2.524 (1936) – 2.368 (1951). Superficie 38,74 kmq. Altitudine 46 m. slm. (Spigno Nuovo) Comuni confinanti: Minturno, Formia, Esperia, Ausonia.

 

La motivazione della decorazione

Spigno è Medaglia d’argento al merito civile:

Centro strategicamente importante posto sulla Linea Gustav, fu oggetto di violenti rastrellamenti da parte delle truppe naziste e selvaggi bombardamenti che provocarono numerose vittime civili e la totale distruzione dell’abitato. La popolazione fu costretta ad abbandonare i propri beni e trovare rifugio in montagna, tra stenti e sofferenze. Con l’arrivo degli alleati il paese dovette registrare, poi, alcuni atti di efferata violenza su concittadini da parte delle truppe marocchine. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio. Spigno saturnia (Lt), 1943-1944

 

Le vicende belliche e resistenziali

Spigno Nuovo, invece, è nato in pianura dopo il referendum del 30.3.1946. La scelta nacque dopo la quasi totale distruzione dell’antico insediamento di collina, compreso l’antico castello, avvenuta nei giorni 27-29 gennaio 1944 quando le truppe tedesche, nell’intento di creare terra bruciata all’arrivo degli Alleati, minarono l’intero paese che venne completamente distrutto.

In precedenza Spigno, al pari di altri centri, era stato bombardato e cannoneggiato ripetutamente dal 9 all’11 settembre.

I monti che fanno corona a Spigno furono teatro della grande offensiva che gli alleati sferrarono il 13 e 14 maggio 1944 per sfondare la linea “Gustav”. In particolare, dopo la caduta della difesa tedesca a Santa Maria Infante di Minturno, fu il 351° Reggimento di fanteria statunitense ad entrare nella giornata del 14 in quello che rappresentava un fantasma di paese.

 

Bibliografia

La grande enciclopedia della tua regione. Il Lazio (55), p.153

G.Mallozzi, “La ballata della janara”, in: (a cura) G.L.Campagna, 33 salti nella storia (cit.), p.164

P.G. Sottoriva, Cronache da due fronti, (cit.), p.105, 237

Cronologia della resistenza nel Lazio 1943-1944

Wikipedia, ad nomen.

 

Commenta