Esperia

 

Dati del Comune

Abitanti: 6.352 (1936) – 6.154 (1951). Superficie 108, 57 kmq. Altitudine 370 m. slm. Il più esteso comune dei Monti Aurunci. Comuni confinanti: Ausonia, Campodimele (Lt), Castelnuovo Parano, Formia (Lt), Itri (Lt), Pignataro Interamna, Pontecorvo, San Giorgio a Liri, Spigno Saturnia.

 

La motivazione della decorazione

Esperia è Medaglia d’oro al merito civile:

Piccolo comune con pochissime migliaia di abitanti, occupato per la posizione strategicamente favorevole dall’esercito tedesco impegnato a difesa della linea Gustav, fu obiettivo di ripetuti e selvaggi bombardamenti che provocarono numerosissime vittime civili e la quasi totale distruzione dell’abitato. Con l’arrivo degli alleati il paese subì, poi una serie impressionante di furti, omicidi e saccheggi e dovette registrare più di settecento atti di efferata violenza su donne, ragazze e bambini da parte delle truppe marocchine. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio e elette virtù civiche. Esperia (Fr), ottobre 1943-maggio 1944.

 

Le vicende belliche e resistenziali

Esperia subì il suo primo bombardamento il 30 settembre 1943 che causò 18 vittime e numerosi feriti.

Per la sua posizione strategica, i tedeschi ne fecero un importante centro logistico e sede di diversi comandi nei nuclei superiori ed inferiori del paese.

La popolazione fu costretta a rifugiarsi sui Monti Aurunci, anche per sfuggire alla caccia all’uomo, organizzata dai tedeschi per la diserzione di alcuni soldati, alcuni dei quali ospitati clandestinamente dai paesani.

Tra il febbraio e il marzo vi furono alcune uccisioni di civili da parte tedesca.

Il dramma vero subìto dai paesani avvenne tra il 15 e il 17 maggio 1944 con l’arrivo della 3° Divisione  di fanteria algerina, accolta con giubilo dalla popolazione. Il permesso “verbale” dato dagli ufficiali alla truppa di colore di assoluta libertà di razzia e violenze per cinquanta ore, causò la caccia alle donne di Esperia, ma anche nei confronti di molti uomini, tra i quali il parroco, don Alberto Terilli che tentò di salvare tre donne nascondendole in sagrestia. Si calcola che in quei giorni furono violentate oltre 600 donne, numerosi uomini.

Le conseguenze di queste turpi imprese, le più gravi commesse in Ciociaria delle truppe di colore della Spedizione francese, causarono gravissimi problemi igienico-sanitari che si ripercossero per diversi anni.

Il consuntivo delle vittime belliche fu per Esperia di 86 vittime: 40 per bombardamenti e cannoneggiamenti, 9 trucidati dai tedeschi, 12 da i “marocchini” e 20 durante lo sfondamento del fronte. Da rilevare che venne distrutto dalle bombe e dai colpi di cannone il 92 % delle abitazioni.

 

Da menzionare, in questo excursus storico, il Cavallino di Esperia che il conte Ambrogio Roselli di Esperia allevò e selezionò con dei purosangue arabi nel 1882.

Il quadrupede, apprezzato per le capacità di resistenza al freddo e al caldo, per la frugalità, per la versatilità e la forte costituzione, venne impiegato nel 1944 dagli eserciti che si affrontarono nella zona di Cassino. In particolare, furono i gourmiers magrebini che durante l’avanzata sui Monti Aurunci, razziarono decine di pony di Esperia per gli scopi più impensabili, spesso facendoli saltare sui campi minati per avere via libera. Nella ritirata tedesca verso nord, alcuni di questi animali fuggirono verso i Monti Lepini, dove attualmente sono ubicati.

 

La memoria

Esperia fa parte del “Gran percorso della memoria” del SER.A.F.-Servizi associati Comuni del Frusinate.

Bibliografia

La grande enciclopedia della tua regione. Il Lazio (18), pp.56-57.

(a cura) G.Giammaria, L.Gulia, C.Iadecola, Guerra Resistenza Dopoguerra in Ciociaria 1943-45, (cit.), p.96.

G.De Luna, “Il caso delle donne italiane stuprate durante la Seconda guerra mondiale al centro di nuove ricerche. La ciociara e le altre”, in: www.lastampa.it del 25.11.2002

Dizionario storico biografico del Lazio (cit.), ad nomen

Wikipedia, ad nomen.

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