Fedele Rasa

Fedele Rasa è il nome della vittima 336 dell’Eccidio delle Fosse Ardeatine, non una dei 335 uccisi all’interno delle cave ma probabilmente ferita a morte all’esterno da parte di un soldato tedesco che aprì il fuoco su di lei, dopo che ella non udì l’alt intimatole. Sfollata a Roma nel Villaggio Breda, è stata riscoperta dal cronista giudiziario e scrittore Cesare de Simone. Un fatto venuto alla luce proprio per le estenuanti ricerche dello storico De Simone che trovò nei registri dell’allora ospedale del Littorio, oggi San Camillo, una nota relativa al decesso dell’anziana donna. L’episodio, ripreso anche da Corrado Augias nel suo fortunato libro “I segreti di Roma”, fu ricostruito in questi termini: la donna, abitante nel non vicino Villaggio Breda, un campo sfollati situato lungo la via Casilina, stava cogliendo le verdure nei pressi delle cave quando fu colpita da colpi di arma da fuoco. La motivazione più accreditata, in merito a questo inspiegabile omicidio, fu che la donna si rese colpevole di non essersi fermata, probabilmente per motivi di sordità, all’alt intimatogli da un militare tedesco. Il fatto avvenne intorno alle ore 17, quando la zona cominciava ad essere presidiata perché scelta per la strage che poi ebbe luogo nelle due ore successive.

De Simone, 121; https://www.mausoleofosseardeatine.it/fedele-rasa-1870-1944/; https://www.patriaindipendente.it/primo-piano/le-fosse-ardeatine-sangue-innocente/

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