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Agostino Basili

di Augusto Pompeo

 

Agostino Basili di Mandela, fucilato a Forte Bravetta il 26 novembre 1943

Agostino Basili, nato a Mandela il 6 novembre 1921 (primo aviere nell’aeroporto di Viterbo fino al 25 luglio) fa parte di una piccola formazione partigiana attiva a Mandela, composta da 20-25 partigiani bene armati. Nel primo pomeriggio del 10 ottobre i tedeschi, partendo dalla Tiburtina cominciano a rastrellare i territori di Mandela, Roccagiovane e Cineto Romano. Presso il cimitero di Roccagiovane i tedeschi catturano Agostino e intendono fucilarlo sul posto. Il parroco di Roccagiovane, don Romolo Ricci, e il podestà convincono il comandante del drappello di soprassedere alla esecuzione per non turbare gli animi di quella popolazione (Basili non è di Roccagiovane). Così il prigioniero viene condotto dapprima a Mandela, poi a Roma.

Ricorda un suo compagno di cella a Regina Coeli Vincenzo Colella:

Ritornò verso le tre del pomeriggio (dovrebbe essere il 18 ottobre). Era un pezzo di legno. Gli occhi stralunati, vitrei. Processato e condannato a morte.  […] Una mattina portarono via Basili. Sapemmo che era stato fucilato a Forte Bravetta

Il Museo storico della Liberazione in Roma conserva una nota datata 20 novembre 1943 e indirizzata alle carceri di Regina Coeli, firmata dal Consigliere Gelhaus del Feldgericht (il Tribunale di campo tedesco) che ordina la consegna del prigioniero al plotone d’esecuzione.

Riferimenti bibliografici

Panimolle, La Resistenza nell’alta Val D’Aniene, in B. Chigi, La tragedia della guerra nel Lazio, Bruno Ghigi editore, Rimini 1995.

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