Aversa Raffaele

Figlio di Alfonso e Mariangela Aquino, nacque a Labico il 2 febbraio 1906- caduto il 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine. Divenuto capitano dei carabinieri, durante la Seconda guerra mondiale combatté in Africa e sul fronte russo, dove si guadagnò due croci di ferro per merito di guerra. Rientrato in Italia, fece parte del reparto dei Carabinieri guidati dal colonnello Giovanni Frignani che eseguì l’arresto di Mussolini il 25 luglio del 1943, in seguito all’ordine del Gran Consiglio del Fascismo che ne aveva determinato la caduta. Dopo l’8 settembre 1943, si attivò per contrastare la propaganda nazista e fascista tra i suoi dipendenti e poi, salvandoli dalla cattura, passò con loro al Fronte Militare Clandestino di Resistenza dei Carabinieri (FMCR), sotto la guida del generale Filippo Caruso. Per il FMCR si occupò di organizzare l’attività di informazione politico-militare di sabotaggio e antisabotaggio, in particolare fu addetto al sostentamento dei militari clandestini. Venne catturato il 23 gennaio 1944 dalla polizia di sicurezza nazista a casa del generale Frignani in via Giovanni Battista de Rossi insieme ad altri ufficiali dell’Arma e condotto a via Tasso. Per due mesi venne sottoposto a interrogatori e torture cui però non cedette. In seguito all’azione partigiana di via Rasella, fu inserito nella lista di coloro che sarebbero stati uccisi per rappresaglia alle Fosse Ardeatine, dove venne fucilato all’età di 38 anni. Per il suo contributo alla lotta partigiana Raffaele Aversa ha ricevuto la Medaglia d’oro al valor militare alla memoria (Decreto luogotenenziale 25.2.46). A lui è intitolata la caserma dei Carabinieri di via XXIV Maggio a Roma. Nel mausoleo delle Fosse Ardeatine occupa il sacello n. 83.

Medaglia d’Oro al valor militare alla memoria con la seguente motivazione:

«Ufficiale dei CC.RR. comandante di una compagnia della Capitale, opponeva dopo l’armistizio, all’azione aperta ed alle mene subdole dell’oppressore tedesco e del fascismo risorgente, il sistematico ostruzionismo proprio e dei dipendenti. Sfidava ancora i nazifascisti sottraendo i suoi uomini ad ignominiosa cattura. Riannodatene le file e raccolti numerosi sbandati dell’Arma, ne indirizzava le energie alla lotta clandestina, cooperando con ardore, sprezzante di ogni rischio, a forgiarne sempre più vasta e possente compagine. Arrestato dalla polizia tedesca come organizzatore di bande armate, sopportava per due mesi, nelle prigioni di via Tasso, sevizie e torture che non valsero a strappargli alcuna rivelazione. Fiaccato nel corpo, indomito nello spirito sempre drizzato fieramente contro i nemici della Patria cadeva sotto la mitraglia del plotone di esecuzione alle Fosse Ardeatine.».

Fronte militare della Resistenza – Fosse Ardeatine, 8 settembre 1943 – 24 marzo 1944

A Roma, la caserma in via XXIV Maggio è intitolata al capitano Raffaele Aversa.

Obbedimmo, 1962, p. 66; De Carolis, 1999, p. 35; Ascarelli 1992, p. 162; cella 1 in Mslr; Ascarelli, 1965, p. 17; Obbedimmo, 1962, p. 66; Ripa di Meana 1946, p. 151; via Rasella 1944, p. 40; Mogavero 2002, p. 53; D’Agostini- Forti 1965, p. 371; Ad vocem in Enciclopedia 1968, tomo I, p. 196; sito Anfim; Anfim, archivio, fascicolo nominale; Portelli, 118.

http://www.carabinieri.it/arma/oggi/medagliere/decorazioni-individuali/medaglia-d’oro-al-valor-militare-alla-memoria/Aversa-Raffaelehttp://atripalda.homeip.net/storiapersonaggi/illustri/Raffaele%20Aversa.htmlhttp://www.mausoleofosseardeatine.it/vittime/dettaglio/?id=14

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