Frasca Celestino

Nato a Veroli (Frosinone) il 23 dicembre 1911-caduto a Roma, il 24 marzo 1944, alle Fosse Ardeatine. Di mestiere muratore, era nato da Sante e Rosa Quattrociocchi a Santa Francesca di Veroli, in Ciociaria. Portelli, p. 31, il figlio di Frasca dice che il padre era andato in Etiopia a costruire i marciapiedi della città [111], poi è tornato e si è sposato con una compaesana che lavorava a Roma in un albergo nei pressi di via Sistina. Mettono su casa a via Rasella, la moglie prende in gestione una tintoria e lui fa il muratore nei tanti cantieri aperti in città. In seguito all’azione partigiana di via Rasella, fu rastrellato sul posto dalla PAI – risiedeva a via Rasella 16/A, era appena uscito dal barbiere e stava andando a prendere i figli all’asilo[Portelli, 194]. Condotto prima al Viminale per il riconoscimento e subito dopo al carcere di via Tasso, fu inserito nella lista dei condannati a morte per rappresaglia e fucilato alle Fosse Ardeatine il giorno successivo al suo arresto. Morì a 32 anni lasciando soli la moglie e tre figli. A Roma è ricordato insieme agli altri 9 civili rastrellati a via Rasella il 23 marzo 1944 a via IV Fontane con una lapide apposta nel 2010 sul Cancello di palazzo Barberini. Nel paese natale di Veroli, a Celestino è stata intitolata una piazza e una scuola. Riposa nel Mausoleo nel sacello 54.

Portelli, 29, 32, 91, 95, 111, 194, 197, 251, 283, 316, 421; Mogavero, 216, 221, 224-5; Biografico, Vol.II

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