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Museo dello sbarco di Anzio

Il Luogo e le Vicende

Anzio è un comune costiero di circa 54.000 abitanti a circa 60 chilometri a sud di Roma, e a 26 chilometri da Latina.

I due comuni costieri di Anzio e di Nettuno – i cui abitati sono uniti sulla costa senza soluzione di continuità – dal 1939 furono unificati in un’unica amministrazione con il nome di Nettunia. Le spiagge contigue dei due centri furono teatro di uno dei più importanti sbarchi navali della seconda guerra mondiale: alle prime ore del 22 gennaio 1944 un convoglio di 374 navi sbarcò la prima divisione britannica sul tratto di costa fra le località Tor Caldara e Tor San Lorenzo a nord di Anzio mentre la terza divisione statunitense prendeva terra sud sull’arco costiero compreso tra Nettuno e Torre Astura, convenzionalmente noti come Peter Beach e X Ray Beach. Prendeva così avvio l’operazione “Shingle”, voluta soprattutto dal primo ministro inglese Winston Churchill e approvata durante la conferenza di Marrakech del 7-8 gennaio di quell’anno.

Oltre alle due divisioni erano aggiunte altre forze costituite da reparti dei genieri e da un gruppo di assalto di Rangers, i primi soldati che misero piede sulla testa di ponte e occuparono il porto. Intanto due navi lanciarazzi concentravano un fuoco intensissimo sulle spiagge designate allo sbarco. Le operazioni di sbarco furono agevolate da un clima favorevole, ma dopo alcuni giorni il maltempo causò notevoli disagi intralciando il resto delle operazioni militari.

Contrariamente alle aspettative, i reparti sbarcati non tentarono neppure di dirigersi verso Roma ma, approfittando di una situazione favorevole per la limitata presenza tedesca, rimasero intorno alla zona dello sbarco per costruire una “testa di ponte”, cioè una fortificazione sulla riva per proteggere il passaggio delle truppe.

Strategicamente, l’obiettivo che dovevano perseguire gli uomini del comandante John P. Lucas era quello di creare e rafforzare quella testa di ponte, dalla quale poter muovere trasversalmente, attraverso i Castelli Romani, verso le vie Casilina e Prenestina, per tagliare le vie di comunicazione alle spalle del XIV Corpo d’Armata tedesco che era a Cassino e prenderlo tra due fuochi.

Le manovre diversive sul fronte di Cassino, con l‘attraversamento del fiume Rapido, non ebbero successo. Anche i tentativi di sorpresa – come quello statunitense dei Rangers a Cisterna di Littoria (29-30 gennaio) e quello britannico degli Sherwood Foresters a Campoleone (31 gennaio–4 febbraio) non riuscirono e anzi provocarono molte vittime. Nonostante la temporanea ripresa di Aprilia (9 febbraio), dal 16 al 19 febbraio la reazione tedesca fu molto violenta giungendo quasi a ricacciare in mare la testa di ponte.

La quasi totalità della popolazione di Anzio e Nettuno – insieme a profughi di Aprilia, di Ardea e dell’Agro Pontino con il loro carico di bambini e di scarse masserizie – fu imbarcata su navi alleate dal porto di Anzio fino a Napoli, per essere smistata a sud verso zone più calme. Non poche furono le vittime tra i civili, non solo a causa dei combattimenti terrestri, ma soprattutto per il martellamento delle artiglierie e delle incursioni aeree. Bombardamenti aerei colpirono e distrussero quasi totalmente centri abitati strategicamente rilevanti, come Velletri e Cisterna e sconvolsero le fertili campagne intorno, costringendo gli abitanti a fuggire nei campi o allo sfollamento forzoso decretato dai tedeschi. Questa situazione si protrasse per quattro mesi, in dipendenza dall’andamento delle operazioni sul fronte di Cassino.

A fine maggio, l’andamento della guerra si capovolse con dure battaglie che permisero agli Alleati di prendere Cisterna (25 maggio), riconquistare Aprilia (28 maggio), occupare di Velletri (1° giugno), prima di entrare a Roma il 4 giugno.

La Memoria

Il Museo è stato inaugurato in occasione del 50° anniversario dello sbarco di Anzio il 22 gennaio 1994, ed è collocato in una delle sale della seicentesca Villa Adele, a pochi passi dalla stazione ferroviaria e dal centro cittadino. Appartenente al Comune, è stato realizzato per iniziativa del “Centro di ricerca e documentazione sullo sbarco e la battaglia di Anzio”, che ha messo a frutto un’attività di collezionismo sviluppata da decenni intorno all’Azienda autonoma di soggiorno e turismo.

Nell’allestimento l’attenzione è posta più ai reperti che alla ricostruzione storica del contesto, affidata a pannelli descrittivi. Ciò serve a dare maggior risalto a quelle tipologie di materiali e cimeli di maggiore impatto per il pubblico, quali uniformi, armi, decorazioni, bandiere, insegne e distintivi di reparti, che riempiono vetrine e bacheche. Non mancano documenti, piani di battaglia, fotografie e oggetti d’uso quotidiano, ma anche raccolte di stampe d’epoca e qualche motoveicolo. Molti reperti sono stati restituiti dal mare o prelevati dai fondali dove, a varie profondità, aerei, navi da guerra e da carico, mezzi da sbarco giacciono spesso con l’equipaggio. Altri musei e associazioni di veterani dei paesi cobelligeranti, inoltre, hanno contribuito con donazioni.

L’allestimento è diviso in quattro sezioni: americana, inglese, tedesca e italiana. La sezione americana comprende uniformi differenziate per reparti dell’esercito degli Stati Uniti, accompagnate da dotazioni personali di combattimento; quella inglese raccoglie divise eterogenee con pezzi rari come l’elmetto con la scritta “HMS Spartan”, l’incrociatore leggero affondato la sera del 29 Gennaio 1944 al largo di Anzio.; la sezione tedesca espone uniformi di diversi reparti, dalla marina ai Panzergrenadier, alla fanteria, alla Luftwaffe. Tra essi, l’ultima acquisita è l’uniforme dei Fallshirmjager donata nel 2011 dal Leutenant Willhem Millonig appartenente alla 3ª compagnia, 10° reggimento, 4ª Fallshirmjager Division. In una vetrina sono esposti effetti personali, medaglie e bandiere. Nella sezione italiana ci si allarga temporalmente agli anni precedenti la guerra, con divise inerenti il periodo coloniale italiano cui si accompagnano divise in grigioverde del Regio Esercito ed una sezione dedicata ai reparti RSI che combatterono sul fronte Anzio-Nettuno.

Anche se tutta l’esposizione è frutto di un lavoro svolto con cura e attenzione, la scelta espositiva di non adottare un punto di vista unico con il quale guardare agli eventi raccontati sembra privilegiare solo la raccolta fine a se stessa, senza riuscire ad evocare la violenza distruttiva e drammatica di quei momenti di guerra.

Via di Villa Adele, 2 – Anzio (RM)

Fonte: https://memoranea.it/luoghi/lazio-rm-anzio-museo-dello-sbarco

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